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Paragrafo 5 . Gli Stati Uniti da Kennedy a Nixon.

     
Nel  novembre  del 1960, dopo gli otto anni di presidenza repubblicana
di  Eisenhower,  i  democratici tornarono alla Casa  Bianca  con  John
Fitzgerald  Kennedy,  il pi giovane e il primo  presidente  cattolico
americano.  Questi affront i problemi di politica interna promuovendo
una  vasta  azione  riformatrice; il  suo  programma  per  la  ripresa
dell'economia si fond sull'incremento della spesa pubblica  destinata
all'ampliamento  dei  servizi sociali e alla realizzazione  di  grandi
progetti, come quelli in campo aerospaziale, nel quale gli Stati Uniti
erano   stati   superati  dall'Unione  Sovietica,  da  quando   questa
nell'ottobre del 1957 aveva messo in orbita lo Sputnik, il  suo  primo
satellite artificiale.
     Le iniziative per una pi ampia ed efficace assistenza sociale  e
per  il  rispetto dei diritti civili, come quelle per  la  distensione
internazionale,   suscitarono  l'entusiasmo   dell'opinione   pubblica
progressista,  ma  anche l'ostilit e l'agguerrita  opposizione  delle
forze  conservatrici e militariste; il presidente  comunque  non  ebbe
modo  di portare a termine i suoi progetti, perch il 22 novembre  del
1963, a Dallas nel Texas, venne assassinato in circostanze ancora  non
completamente chiarite.
     In  politica  estera Kennedy, nonostante le generose  intenzioni,
fu  condizionato dalla preoccupazione di salvaguardare  la  preminenza
degli  Stati  Uniti.  All'interno del  blocco  occidentale  Washington
avanz proposte di collaborazione sulla base di una partnership tra  i
vari  paesi,  ma  in realt oper per conservare la  leadership  e  la
supremazia  economica e militare americana. Nel rapporto con  l'Unione
Sovietica  la  Casa Bianca mostr disponibilit alla  distensione,  ma
anche fermezza, come dimostrano gli episodi della crisi di Berlino del
1961 e quella dei missili di Cuba del 1962 (vedi paragrafo 3). Accanto
alle  iniziative formali per la pace, la distensione e la libert  dei
popoli ci furono anche le varie iniziative diplomatiche, economiche  e
militari   per   consolidare  l'egemonia   sull'America   latina,   il
potenziamento  degli armamenti strategici e nucleari  e  il  crescente
impegno militare nel Vietnam.
     Le   riforme  avviate  da  Kennedy  vennero  completate  dal  suo
successore,  il  vicepresidente Lyndon Baines Johnson,  rieletto  come
presidente  nel 1964. Questi promosse l'approvazione di leggi  per  la
concessione dell'assistenza sanitaria gratuita e di aiuti economici ai
cittadini pi disagiati (le inchieste
     
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     dell'epoca   calcolavano  che  circa  il  40%  della  popolazione
vivesse al di sotto della soglia di povert).
     Nel  1964  fu  varata  la  legge sui diritti  civili,  cui  segu
l'adozione  di  altre misure per combattere la segregazione  razziale;
nonostante ci la situazione rest grave, specialmente negli stati del
sud,  dove  i  bianchi ostacolavano l'applicazione  dei  provvedimenti
antisegregazionisti. Il movimento di protesta non violenta  dei  neri,
guidato   da   Martin   Luther  King,  venne  allora   scavalcato   da
organizzazioni  estremistiche, come i "musulmani neri"  di  Malcolm  X
(pseudonimo  di  Malcolm  Little),  che  si  rifacevano  all'Islam   e
auspicavano   la  formazione  di  una  repubblica  nera   indipendente
all'interno degli Stati Uniti, e "potere nero" di Stokeley Carmichael,
che  enfatizzava  l'orgoglio razziale e propagandava il  ricorso  alla
forza. In varie citt si verificarono disordini e scontri; l'uccisione
di  Malcolm  X  nel  1965  e quella di Martin  Luther  King  nel  1968
provocarono un ulteriore inasprimento del problema.
     Il   presidente  Johnson  intensific  l'impegno   militare   nel
Vietnam,  sino a quando il peso economico del conflitto e la pressione
dell'opinione pubblica interna e internazionale non lo costrinsero  ad
avviare negoziati di pace a Parigi nella primavera del 1968.
     Nel  novembre  del 1968 le elezioni presidenziali assegnarono  la
vittoria  al candidato repubblicano Richard Milhous Nixon,  che  venne
rieletto  nel  1972.  Egli dovette affrontare un  peggioramento  della
situazione   economica,  seguito  alla  fase  di  crescita  produttiva
favorita dalla precedente amministrazione con l'incremento della spesa
pubblica,  che per aveva causato inflazione e un pesante deficit  nel
bilancio  dello stato. L'aggravamento della crisi indebol il dollaro,
la   cui   convertibilit   in   oro   venne   soppressa   nel   1971.
L'amministrazione repubblicana oper una riduzione delle spese sociali
e ridusse l'impegno a favore dell'uguaglianza razziale.
     La  politica estera continu ad essere dominata dalla guerra  del
Vietnam.  Spinto dall'opposizione interna, Nixon cominci un  graduale
ritiro  delle  truppe; contemporaneamente per,  mantenne  gran  parte
delle  forze  aeree, intensific i bombardamenti, cerc di  potenziare
l'esercito sudvietnamita ed estese la guerra al Laos e alla  Cambogia.
Dopo l'insuccesso di tali iniziative, oper una revisione di tutta  la
sua  politica estera: nel 1972 avvi la distensione con la Cina  (vedi
paragrafo  1) e nel gennaio del 1973 a Parigi firm un accordo  con  i
nordvietnamiti  per la cessazione del fuoco ed il ritiro  delle  forze
statunitensi dal Vietnam.
     Nixon fu anche il primo presidente degli Stati Uniti costretto  a
dimettersi;  un'inchiesta  promossa  da  due  giornalisti   del   noto
quotidiano  "Washington Post" scopr infatti che durante  la  campagna
per  le  elezioni  presidenziali era stato  collocato  un  sistema  di
intercettazione  telefonica  nella  sede  del  quartier  generale  del
partito democratico nel complesso residenziale Watergate a Washington,
a  beneficio  del comitato per la rielezione di Nixon. Questi  risult
coinvolto nella vicenda e in altre attivit illegali connesse, per cui
il   9  agosto  del  1974  si  dimise.  Il  suo  posto  fu  preso  dal
vicepresidente Gerald Rudolph Ford, che rimase in carica sino al 1976.
